Come misuriamo l’errore.

Il numero in pagina è l’errore di Meteofil su quella città, non un primato nazionale. Se i giorni confrontabili non bastano, il riquadro resta vuoto.

Finestra

Ultimi 365 giorni, chiusi una settimana prima di oggi. L’archivio ERA5 non è aggiornato fino a stamattina: fermarsi sette giorni prima evita di misurare giorni ancora incompleti.

Temperatura

Per ogni giorno prendiamo la massima prevista 24 ore prima, fusa con i pesi dei modelli, e la confrontiamo con la massima ERA5. L’errore pubblicato è la media degli scarti assoluti, in gradi. Lo pubblichiamo solo se ci sono almeno 60 giorni confrontabili. L’unità è °C. Non è l’errore dell’ora corrente.

Pioggia

Tra i giorni in cui ERA5 ha registrato almeno 1 mm, contiamo quanti avevano anche una previsione fusa di almeno 1 mm. La percentuale è questa. Servono almeno 10 giorni piovosi. Non misura i falsi allarmi: un giorno asciutto previsto bagnato non entra nel conto.

Pesi dei modelli

Prima calcoliamo lo stesso errore di massima per ogni modello, da solo. Chi ha sbagliato meno pesa di più, con l’inverso del quadrato dell’errore. Quei pesi sono gli stessi usati per fondere la previsione in pagina. Il dettaglio è nella metodologia.

Cosa non dimostra

Non è un confronto con altri siti meteo. Non dice che la previsione di dopodomani abbia lo stesso errore delle 24 ore. Non copre il vento, l’aria o il temporale dell’ora. «Un anno fa, oggi» è un altro riquadro: è la massima di quello stesso giorno nell’archivio, non l’errore medio.